13.04.2026 blog

La sostenibilità oltre la burocrazia: “La rivoluzione siamo noi”

La vera sostenibilità non si riduce a slogan o esercizi burocratici, ma è un’equazione fatta di scelte concrete e visione strategica. Di questo approccio pragmatico si parla nell’ultimo approfondimento di Avvenire – Economia Civile, che accende i riflettori sulla visione di Danilo Devigili, partner di Collectibus, e sui temi chiave sollevati nel suo libro “La Formula della Sostenibilità” (Egea Editore).

Nell’articolo a cura di Giancarlo Salemi, viene analizzato il cuore del modello proposto da Devigili, racchiuso nell’equazione: 𝐒 = (𝐀𝐈𝐑)ᴾ

Questo modello teorico e pratico ridefinisce il ruolo del profitto all’interno del fare impresa: il successo economico non è più il fine ultimo dell’organizzazione, ma diventa il risultato naturale di un Purpose (P) forte, costantemente alimentato e moltiplicato da tre pilastri fondamentali:
  • Alleanze (A): La capacità di fare rete e creare valore condiviso con gli stakeholder.

  • Innovazione (I): La ricerca di soluzioni nuove per rispondere alle sfide ambientali e sociali.

  • Responsabilità (R): L’impegno etico e la trasparenza nell’agire quotidiano.

Dal “dover rendicontare” al generare impatto

Il messaggio emerso dalle pagine di Avvenire è chiaro: per le aziende è tempo di compiere un salto culturale, passando dalla logica del mero adempimento normativo e della rendicontazione formale alla generazione di un impatto reale, capace di ridisegnare i sistemi socio-economici in chiave inclusiva e resiliente.

Come sottolineato da Danilo Devigili nel corso dell’intervista – richiamando la celebre massima dell’artista Joseph Beuys – “La rivoluzione siamo noi”. Una transizione che chiama in causa la responsabilità e la scelta quotidiana di ogni singolo leader, manager e imprese.

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